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Sara Acireale

Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d'acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di ... (continua)


La sua poesia preferita:
Il volto di Gesù
Da tempo avevo perduto Gesù,
il suo volto non ricordavo più.
Però un giorno lo trovai,
nel mio cuore lo portai.

Nel parco un uomo passeggiava,
era tranquillo e nessuno passava
quando d’un tratto alcuni ragazzi
sono sbucati e sembravano...  leggi...

Nell'albo d'oro:
Risorgerai in un’alba di primavera
Il fumo della sigaretta
si dissolve nella sua spirale.
In testa i tuoi sogni,
il cuore pieno d’illusione.

Vorresti volare libera
come le rondini a primavera
ma... ombre evanescenti
appaiono per poi svanire.

Occhi ansiosi scrutano...  leggi...

Un sogno non muore
A Palermo era primavera
con canti d’uccelli
e rose in fioritura...

Primavera:
colori e profumi di libertà...
Libertà dalla prepotenza
e dalla mafia... Era il sogno
di un uomo...

Senza tumulto in petto
con grande crudeltà,
trucidarono...  leggi...

Per lavoro si muore
Un tonfo...
un urlo disumano.
Il sangue bagna la terra,
ancora lacrime,
ancora dolore.
Un'altra bara...
una mamma piange.
Famiglie in lutto,
tanta disperazione.
Vite spezzate
dal lavoro nero.
Chi perisce...
lascia affanni e...  leggi...

Un liocorno bianco con le ali d’oro
Sere vuote giorni grigi,
senz’amore, senza dolore...

In questa stanza è già buio ormai,
sento che sono stanchi gli occhi miei.

Se la vita più niente mi darà,
se chi tanto aspetto è lontano ormai,
voglio partire... mai più ritornare
nuove...  leggi...

Non fare morire una stella
Quando una donna piange
una stella muore...

La tristezza porta
alla solitudine,
all’abbandono, all’oblio...
L’orecchio non sente più
nessun richiamo d’amore...

Nel viso smarrito
si affievolisce la luce
prigioniera del sorriso...

Non...  leggi...

Dottor Jekill e mister Hyde
Cercava gocce di rugiada
per combattere il caldo.
Insicura
e barcollando ha camminato
per le strade di notte
tra civette e barbagianni.
Ti ha incontrato...
Dottor Jekyll nei suoi sogni
e mister Hyde nella strada buia.
Ferita,
lacera e...  leggi...

Belve dai mille artigli
La nostra storia insegna
che nel cuore umano v'è del fiele
e nella mente degli uomini regna
il vecchio orgoglio che uccise Abele.

Istigare all'odio non è un'opinione
può diventare un'aberrazione.
E' stata una grande piaga...  leggi...

Benvenuto amore
Il nostro incontro
è stato un caso,
un fulmine, un bagliore,
mi hai incantato
col tuo buonumore.

Vorrei capire
se esisti davvero,
se sei un sogno
oppure sei vero.

Buongiorno amore
ti vedo ogni mattino
mentre assieme
prendiamo il...  leggi...

Gli occhi dei bambini sono fiori
Sorridono
emanano luce.
Sono grigi,
neri o azzurri.
Hanno vari colori.

Sono freschi
di rugiada mattutina,
la luna
ogni notte li accarezza.
Brillano
al sole dell’estate.

Gli occhi dei bambini
sono fiori che s’aprono
all’alba della...  leggi...

Tempesta
La tua esistenza
è un mare in tempesta.

Ti osservo,
vorrei dirti
che ho paura dei tuoi "viaggi".

Forse non lo sai
ma esisti
oltre l’infinito,
oltre l’orizzonte.

E’ difficile capirti...

Sprechi la tua vita
Per il "viaggio" di...  leggi...

Sara Acireale

Sara Acireale
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
Il volto di Gesù (08/10/2008)

La prima poesia pubblicata:
 
Clandestino (18/09/2008)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Tanka 8 (16/01/2018)

Sara Acireale vi consiglia:
 Gli occhi dei bambini sono fiori (13/08/2009)
 Il volto di Gesù (08/10/2008)
 La guerra è un brutto sogno (04/12/2014)
 Casa sotto il cielo (02/09/2016)
 Il tempo fugge (29/11/2016)

La poesia più letta:
 
Un amico è come il sole (09/07/2009, 17651 letture)

Sara Acireale ha 11 poesie nell'Albo d'oro.

Leggi la biografia di Sara Acireale!

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 settimana dal 26/03/2012 al 01/04/2012.

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Considerazione dell'autore
«Ancora continua l'odissea dei profughi, il loro calvario non ha mai fine. Sono uomini, donne e bambini che scappano da una situazione senza via d'uscita. Ci sono sciacalli che "speculano" su questi poveri cristi e inducono la gente del popolo a diventare molto diffidente e anche cattiva. Per favore non ascoltiamo "gli ululati degli sciacalli". Cerchiamo di ascoltare il nostro cuore che non può e non deve rimanere impassibile di fronte a tragedie infinite.»
Inserita il 12/12/2015  

Sara Acireale

Vorrei essere treno

Sociale
Stanchi, pallidi, smarriti
dentro un sordo dolore
scendono dal treno, rimasto
fermo alla stazione.

I profughi
con le loro occhiaie profonde
narrano un dramma senza fine.

Laggiù le case vuote
tremano al boato delle bombe.
Le messi non danno più grano
non c’è più uva nelle viti.

Vorrei essere treno
per condurli verso un’isola felice.


E adesso vanno con passo incerto
verso il confine di un pallido orizzonte.



Sara Acireale 10/09/2015 10:17| 17| 1695 1389


Hanno inserito questa poesia nei propri segnalibri: - carla composto - Pagu - Anna Di Principe - Alberto De Matteis - Donato Leo - Melina Licata - piera tola - Daniela Zarriello - rosanna gazzaniga - Giovanni Chianese - Jade B
Possiamo elencare solo quelli che hanno reso pubblici i propri segnalibri.
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
Se vuoi pubblicare questa poesia in un sito, in un blog, in un libro o la vuoi comunque utilizzare per qualunque motivo, compila la richiesta di autorizzazione all'uso.

Nota dell'autore:
«Ebbene Gramaticus penso proprio che i "disperati" non devono servire per squallidi "successi personali". Sono apprezzati anche i commenti negativi ma non quelli anonimi, ci vuole poco a firmarsi con nome e cognome...»


 

I commenti dei lettori alla poesia:

smiley Anche io ho pietà, come tutti, per questi disgraziati dalla triste ed oscura sorte. Però non profitto di questa "ghiotta" egoistica occasione per farmi esaltare, con un "sicuro"argomento, da una claque di interessati plaudenti. (gramaticus)

smiley Una triste via da percorrere con tanto vuoto dentro il cuore. Vuoto di chi ha dovuto lasciare tutto ciò che possedeva. bella Sara, un abbraccio! (ANGELA SCHEMBRI)

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Commenti sulla poesia Commenti di altri autori:

«Chissà se questi versi scritti con l'inchiostro del cuore sul taccuino della generosità serviranno di monito al Caino che c'è dentro ognuno di noi ed aprirà i nostri cuori alla solidarietà, all'accoglienza di chi, più sfortunato di noi, è nato in terre insanguinate da orribili guerre, in terre dove l'acqua, il pane e la serenità per vivere una vita degna di questo nome? C'è da sperarlo, ma non sono ottimista! Complimenti al'Autrice, poesia pienissima di contenuti!»
Michelangelo La Rocca (13/09/2015) Modifica questo commento

«Un enorme dramma quello vissuto da questa gente in fuga, costretta a lasciare tutto il loro passato, gli affetti di quelle persone care oramai perse per sempre e tutto ciò che possedevano. L'uomo ha pensato di cancellare tutto il loro mondo con una sola ma terribile parola "guerra". Solo a leggerla udiamo gli scoppi delle bombe, raffiche di spari, URLA di bimbi, uomini, donne, anziani, tutti. Con la morte nel cuore essi avanzano, ora, incerti, verso altri paesi con la speranza di trovarvi un po' di umanità, valore che adesso cercano disperatamente. Bella, molto sentita e scritta con generosità di cuore. Complimenti, Sara e che serva ad aprire gli animi della gente!»
Club ScrivereAngela Schembri (13/09/2015) Modifica questo commento

«Sensibilità e solidarietà travasano dal cuore di questa stimata poetessa, da sempre all'avanguardia su tematiche di grande impatto sociale. Una generosità fuori dal comune la contraddistingue, come in questi versi, che trasportano il lettore nella comune condivisione e partecipazione a risolvere problematiche umanitarie. Tanto sentito questo dramma, vorrebbe fare l'impossibile immaginario, come il mutarsi in carrozze della salvezza per questi popoli migranti, ripudiati dai governi coinvolti per difficoltà organizzative e, nel peggiore dei casi, rifiutati perché considerati popoli di razza inferiore.»
Giovanni Chianese (13/09/2015) Modifica questo commento

«Privi di tutto, le mani vuote anche della dignità a cui ha diritto ogni essere umano, in fuga dal male. Un male negato dall'Europa, guardato a distanza, tollerato, usato per arricchire uomini senza cuore... Però forse qualcosa si muove in questo arido momento, c'è ancora speranza quando esiste qualcuno che come la poetessa dichiara "vorrei essere treno per condurli a un'isola felice"...»
rosanna gazzaniga (12/09/2015) Modifica questo commento

«Un treno di caldo augurio per portarti via dal male e dal dolore di una terra assassina, un'isola felice dove ritrovarti nel petto la dignità e il desiderio di amare, nuovamente sentirti padrone di una vita rubata, nuovamente essere guardato con uno sguardo che ti veda e ti riconosca come essere umano e non come straniero ingombrante. Una poesia melodiosa che, con parole semplici e gentili esprime solidarietà e generosità. Anche con una poesia come questa si può essere goccia in un mare di solidarietà.»
Daniela Zarriello (11/09/2015) Modifica questo commento

«Un dramma che non smette di mietere vittime innocenti giorno dopo giorno...
Eppure nonostante tutto sono fortunati a riuscire a salire su un treno, molti loro fratelli sono morti in mare... Generosità e sensibilità in questi versi che l'autrice con tanta dolcezza ci propone nonostante l'argomento sia doloroso...
Molto apprezzata!»
Club ScrivereMelina Licata (10/09/2015) Modifica questo commento

«Versi molto attuali di un flusso migratorio senza precedenti. Sono persone e meritano rispetto. Voglio aggiungere che se il flusso fosse stato meglio regolato, non si sarebbero verificate situazioni come quelle viste ai valichi di frontiera. Plauso alla poetessa per la sua sensibilità alle varie tematiche sociali.»
Club ScrivereDonato Leo (10/09/2015) Modifica questo commento

«E' un tema, quello magistralmente trattato dalla brava Autrice,
il cui significato profondo ed intenso non potrà sfuggire a
nessun lettore. E quel treno, inanimato, senza voce, all'improvviso
parla, urla e prega. Sono parole che tutti dovremmo sentire e trarne
le debite conclusioni.»
Club ScrivereAlberto De Matteis (10/09/2015) Modifica questo commento

«Versi che toccano profondamente gli animi. E’ denuncia di una triste dura realtà questa poesia ma anche canto di speranza e desiderio di una vita almeno più vivibile. “Vorrei essere treno/per condurli verso un’isola felice”. E’ in questa espressione si legge tutta la sensibilità della brava poetessa!»
Club ScrivereRosetta Sacchi (10/09/2015) Modifica questo commento

«Inutile ripetere ciò che è già stato sottolineato,
aggiungo solo che la sensibilità di questa autrice
il suo prodigarsi disinteressato ad un sociale che vive,
sente e condivide nel più intimo dramma di un dolore,
non fa che accrescere la mia stima, sia per i suoi contenuti
che per lo stile diretto, chiaro e sicuramente comprensibile
in modo tale da supportare un cambiamento di coscienze ... (se questo mai fosse possibile)»
Patrizia Ensoli (10/09/2015) Modifica questo commento

«Ecco una conferma della grande sensibilità di una autrice che non manca mai di sottolineare con dolci e tenere parole il dolore di persone che per varie ragioni si trovano a patirlo involontariamente. Guerre ingiustizie privazioni sono temi trattati sempre con discrezione ma profusi della sua immensa voglia di poter fare qualche cosa per cambiare il presente così tragico. Un plauso a lei che almeno con la poesia lo porta in evidenza al lettore che può così riflettere.»
Club Scrivererita iacobone (10/09/2015) Modifica questo commento

«Una tragedia umana dalle proporzioni stratosferiche; esseri umani che fuggono tra i campi, lotte per salire sui treni, sete, fame, stanchezza e gli Stati che per l'accoglienza fanno capire il gradimento di quali profughi registrare... una grande Vergogna ... Per i profughi è un vero e proprio calvario . L'attenta e brava Poetessa propone un'opera di grande valore e spessore per le immagini che pregevolmente descrive e per la vis compassionevole di cui sono intrisi i versi. Complimenti, ma soprattutto grazie per averci fatto leggere un'opera notevole.»
Club ScrivereAnna Di Principe (10/09/2015) Modifica questo commento

«Quanta ingiustizia, quanto dolore esistono nel mondo. Invece di pensare alla pace si continua a uccidere, distruggere e, quel che è peggio, con la voglia di fare del male. La poetessa mette in evidenza una situazione attuale tra le più disperate che si ricordi. Poco possiamo fare se non sperare che tutto abbia una fine e che presto le persone possano tranquillamente condurre la propria esistenza. Un poesia sincera, un respiro poetico commosso da parte di un'autrice che scrive con tanta sensibilità e generosità. Che questa poesia sia un augurio per una "lieta vita" lontano dal dolore e dalla sofferenza.»
Club ScriverePagu (10/09/2015) Modifica questo commento

«Un dramma umano della portata insostenibile, e questa povera gente sbattuta qua e là senza pace né riposo. Bambini piccoli che devono sopportare una situazione che li sfinisce. Non hanno più casa, né patria, Il futuro è un enigma irrisolto, m'immedesimo in cosa stanno vivendo, come si possono sentire. Paesi dell'Est Europa che li maltrattano e li picchiamo. Una vergogna! Magari ci fosse un treno tutto per loro per portarli a destinazione e che dia loro un po' di serenità. Purtroppo la cosa sarà lunga e dura per questi poveri esuli. Lirica apprezzata!»
Grazia Denaro (10/09/2015) Modifica questo commento

«quanta generosità in questa bellissima lirica... un treno per contenere tutta le persone che fuggono per vivere un futuro senza guerra... un treno per condurli in un luogo di pace... bella metafora ...sempre brava l'autrice che porta a riflettere»
Club Scriverecarla composto (10/09/2015) Modifica questo commento

«Ci vorrebbe un'isola felice per questa gente, ci vorrebbe davvero perché la loro vita possa trovare ristoro da qualche parte ... Bellissimi versi che ho apprezzato moltissimo per la sensibilità e profondità d'animo dell'autrice. Complimenti vivissimi»
Gianna Occhipinti (10/09/2015) Modifica questo commento

«Drammatica situazione ritratta e verseggiata magistralmente dall'autrice che con versi che trasudano la sua grande sensibilità, dimostra quanto sia straziante ciò che accade davanti ai nostri occhi. Vorremmo tutti fare qualcosa in più e vorremmo veramente, come sostiene l'autrice, simbolicamente accompgnarli sul treno del nostro amore, della nostra comprensione e della nostra solidarietà cristiana.
Una lirica meravigliosa e di grande semplicità condivisa.»
Club ScrivereLuciano Capaldo (10/09/2015) Modifica questo commento

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Sociale
Ho trovato le vocali
Non spunta un filo d’erba
Diversi ma uguali
Lavoro nero
Puzzle d’amore
Non siamo alieni
La riforma della Costituzione
Tutto diventa silenzio
Un losco commercio
Volano illusioni col vento
I cieli sono unti di catrame
La lunga notte
Il canto di un migrante
Caos
Disarmo
Siamo cellule prigioniere
Vorrei essere treno
La città labirinto
Si riteneva giusto, quasi santo
Dentro il mio abisso... il pianto
Giorni senza respiro
Non ho il tempo di giocare
Il mare non è una pattumiera
In fila verso il pozzo
La guerra è un brutto sogno
Un dramma nella notte
L’ultima speranza affievolita
È chiuso il cancello della speranza
Pianto senza luce
Alba assetata di cielo
Un castello di sabbia si è frantumato
Sempre così sarà
Il sogno è vuoto
Una vita si è spezzata
Preghiera di un clochard
Un vuoto senza limiti
Il naufragio della speranza
Un sogno non muore
Ultimo treno per Marte
Lungo il sentiero dell’orrore
Gli artigli del mostro
Alla soglia dell’indifferenza
Catene nella mente
Terra di Palestina
Sarà mai Natale per te?
Tutto sembrò mutare
Perché la guerra?
Non vedo i colori d’una farfalla
Amico, vo’ cumprà?
Ho visto un bimbo morire
Furto di legalità
E ti ricordo ancora
Oltre l’abisso
Preghiera di un disabile
Belve dai mille artigli
Spiriti d’ombra
Preghiera del carcerato
Terra promessa
Per lavoro si muore
Abbracciati alla Madre Terra
Tra odio e diffidenza
Morte di un vagabondo
Il potere separa
Ragazzo del sud
Zingari
Divido il pane con te
Lavavetri
Il nonno piange
Sono un barbone
Morte per overdose
Mio fratello
Licenziamento
Le pretese della badante
Tempesta
Una vita rubata
Clandestino

Tutte le poesie

Briciole di solidarietà
Abbracciati alla Madre Terra
Amico, vo’ cumprà?
Belve dai mille artigli
Catene nella mente
E ti ricordo ancora
Ho visto un bimbo morire
Morte di un vagabondo
Lavavetri
Alla soglia dell’indifferenza
Non vedo i colori d’una farfalla
Fantasma senza volto
Il pianto del licenziato
Per lavoro si muore
Le pretese della badante
Licenziamento
Morte per overdose
Mio fratello
Oltre l’abisso
Spiriti d’ombra
Sono un barbone
Tutto sembrò mutare
Un sogno non muore
Clandestino
Divido il pane con te
I siciliani non sognano più
Gli artigli del mostro
La terra brucerà
Il nonno piange
Lungo il sentiero dell’orrore
Terra promessa
Il sogno del povero
Il naufragio della speranza
Alba assetata di cielo
Preghiera di un clochard
È chiuso il cancello della speranza
Pianto senza luce
Un castello di sabbia si è frantumato
Un vuoto senza limiti
Il mondo delle donne
L’ultima speranza affievolita
Un dramma nella notte
Zingari
La guerra è un brutto sogno
In fila verso il pozzo
Il mare non è una pattumiera
Non ho il tempo di giocare
Giorni senza respiro
Dentro il mio abisso... il pianto
Si riteneva giusto, quasi santo
Vorrei essere treno
Siamo cellule prigioniere
Il canto di un migrante
La lunga notte
I cieli sono unti di catrame
Volano illusioni col vento
Un losco commercio
Tutto diventa silenzio
L’abbraccio col nulla
La riforma della Costituzione
Non siamo alieni
Puzzle d’amore
Lavoro nero
Diversi ma uguali
Ho trovato le vocali




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Il cassetto dei sogni Introspezione (“I sogni si nascondono nei silenzi della notte” Khalil Gibran)
Inseguo un sogno Amore (“Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.” Paulo Coelho)
Diversi ma uguali Tema Libero

Sara Acireale
 I suoi 38 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
La principessa triste (06/10/2010)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Il cappotto (16/11/2015)

Una proposta:
 
Un ricordo riaffiora (02/12/2014)

Il racconto più letto:
 
La principessa triste (06/10/2010, 2334 letture)


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